Remco Evenepoel (Red Bull-Bora-hansgrohe): Il più forte, senza se e senza ma. Il belga, galvanizzato dalla vittoria a Plateau de Solaison, mette sulla strada una delle sue migliori prestazioni a cronometro. Al di là della vittoria, con quasi mezzo minuto di vantaggio su un extraterrestre come Pogacar, impressiona il suo tempo in salita, migliore di ben 15 secondi di quello dello sloveno. Soltanto un folle o un visionario penserebbe a un Tour riaperto, ma in queste ultime due tappe il campione olimpico si è elevato un gradino sopra tutti gli altri. Gli umani, s’intende.
Mattias Skjelmose (Lidl-Trek): La sorpresa di giornata, tra gli uomini di classifica, arriva dal suo bel terzo posto. Il danese parte forte e riesce a tenere anche nella parte più pianeggiante, guadagnando terreno su tutti i suoi rivali credibili nella classifica generale. L’impressione, anzi, è che abbia la gamba migliore tra coloro che possono lottare per il quinto posto, compreso il compagno di squadra Juan Ayuso. Tra i due adesso c’è meno di un minuto di differenza: non ci saranno attacchi, ma le salite per fare la differenza nel gioco “a chi tiene di più” non mancano…
Mattia Cattaneo (Red Bull – BORA – hansgrohe): Il lombardo sfodera una prestazione sontuosa, che gli permette di chiudere in un’ottima sesta posizione, dietro solo agli uomini di classifica. Nessuno ha mai dubitato delle sue doti a cronometro, ma riuscire a piazzarsi così bene su un percorso insidioso come quello di oggi, dopo essersi sacrificato per i compagni per due settimane, era tutt’altro che scontato. È quasi un peccato “sprecare” una gamba così per lavori di gregariato, ma con il ritiro di Lipowitz le sue possibilità di andare in fuga saranno probabilmente ancora più basse. Lui, comunque, si conferma una certezza su più fronti.
Juan Ayuso (Lidl-Trek): Qualcosa, decisamente, non funziona. Partito con l’idea di provare a tenere duro e magari recuperare qualcosa in classifica sui meno avvezzi alle crono, lo spagnolo naufraga in quindicesima posizione di giornata, a 2’22” dal vincitore e a più di un minuto dal compagno di squadra Skjelmose. È arrivato alla Lidl-Trek per essere il grande capitano nei Grand Tour, rischia di passare la terza settimana di questa corsa a provare a difendere la quinta posizione in classifica generale dal suo stesso compagno di squadra. In un Tour che ha perso due grandi protagonisti (entrambi davanti a lui prima del ritiro), anche una top 5 non sarebbe da festeggiare.
Thymen Arensman (Netcompany INEOS): Un professionista che parte con 15 secondi di ritardo in una cronometro è semplicemente inaccettabile. D’accordo, non sarebbe cambiato moltissimo: classifica alla mano, sarebbe salito dal settimo al sesto posto. Se però è la tua prima top ten di tappa in un Tour finora assolutamente anonimo, essere puntuale almeno alla partenza sembrerebbe il minimo sindacale. A quanto pare non lo è per tutti.
Filippo Ganna (Netcompany INEOS): Lo sappiamo. E vi sentiamo: “Non era una cronometro adatta a lui”, “Contro questo Evenepoel non avrebbe comunque potuto nulla”, “Il primo specialista puro ha fatto solo ottavo”. Tutte obiezioni legittime, di cui siamo assolutamente consapevoli. Il piemontese, però, conclude fuori dalla top ten, dietro anche a corridori come Armirail e Tarling, certamente non troppo più dotati di lui in salita. Lui stesso ha ammesso di essere partito troppo forte e di non aver gestito le energie in maniera corretta. Può succedere, anche a un campione così. Ma di certo quella di oggi non è una giornata da ricordare con un sorriso.
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